Soft Skills: Competenze Trasversali per Trovare Lavoro

Si chiamano Soft Skills, le competenze trasversali richieste per il lavoro. Un vero e proprio motore per le stesse aziende di tutto il mondo, in un mercato sempre più frenetico, veloce e liquido.
Non sono vere e proprie competenze specifiche rispetto a un ruolo, ma tratti della propria personalità.


 
 

Competenze: cosa richiede il mercato del lavoro?

Qualità, caratteristiche individuali. Abilità sociali, comunicative e gestionali. Ecco cosa cerca davvero chi fa selezione del personale per le aziende.

E saperle mettere bene in luce equivale a superare i colloqui e a far spiccare il proprio curriculum. Di seguito sono descritte le principali attitudini, su cui tutti possiamo lavorare per non farci cogliere impreparati. E per far sì che le aziende abbiano bisogno di noi.

Basta un piccolo allenamento, per affinare queste compentenze. Per trovare lavoro. Ma fondamentali anche per fare lo scatto di carriera. I giovani che hanno fatto le prime esperienze dell’alternanza scuola-lavoro hanno iniziato a muovere i primi passi in questo senso.

 

Innanzitutto… problem solving

Un aspetto molto importante. E’ saper capire una situazione e trovare la soluzione migliore. Alla base c’è un atteggiamento propositivo. Fondamentale evitare di lamentarsi e, piuttosto, esercitare una sorta di leadership di fronte ai problemi che si presentano. E saper guidare gli altri verso gli obiettivi.

 

Tra le competenze importanti: la flessibilità e saper lavorare in team

E’ la capacità di adattarsi ai vari contesti, che nel mondo d’oggi cambiano continuamente. E alle varie situazioni che si presentano. Quale che sia il lavoro che siamo chiamati a svolgere, dobbiamo farlo nel migliore dei modi. Per farlo, è necessario essere capaci di modificarci e migliorarci. È il mercato del lavoro sempre più competitivo, senza mai fissare ruoli e compiti, a richiedere questa attitudine. E per stare al passo, serve senz’altro la volontà di fare aggiornamenti continui in formazione.

L’uomo è un animale sociale, sosteneva il filosofo greco Aristotele. E non può essere senza relazionarsi continuamente con gli altri, dunque. Questa saggezza antica è in realtà molto attuale, e necessaria. È infatti un’attitudine richiesta per sopravvivere negli ambienti di lavoro, che pretendono sempre di più da ognuno di noi di saper lavorare in team. È essenziale sapersi esprimere, ma anche ascoltare per costruire dei rapporti sani. E rafforzare l’organizzazione aziendale. Fare gioco di squadra è la carta per esprimere al meglio noi stessi nei contesti di lavoro. Molto importante imparare a relazionarci anche con l’utente finale, che è spesso e volentieri il vero termometro del nostro lavoro.

 

La Motivazione

Se manca, cala il livello generale dell’organizzazione. È una di quelle attitudini che se è presente in ognuno di noi, gli altri che ci stanno intorno e collaborano con noi per gli stessi obiettivi la percepiscono subito. E incrementano le loro performance. Sì, perché la relazione tra più persone è performante, ciascuno di noi è in qualche modo sempre trascinato da chi gli sta intorno. E può essere trascinato in modo positivo o in modo negativo. E quando in un’organizzazione di lavoro ciascuno fa da traino all’altro, l’azienda ne beneficia in termini di performance.

 

Saper gestire il tempo: competenza per aumentare la produttività

Saper costruire un’agenda dev’essere il primo obiettivo che ogni lavoratore che raggiungere. Programmare gli impegni, calendarizzarli e rispettare le scadenze. E soprattutto raggiungere i risultati nel minor tempo possibile senza far venire meno la qualità del lavoro. Molti impegni in poco tempo spesso si traduce in stress. Ma sapere gestire bene il tempo a disposizione significa anche gestire lo stress: cercare di non perdere mai il controllo della situazione e utilizzare bene i momenti di relativa calma. Questo indubbiamente fa incrementare la produttiva di un’azienda.

Queste sono tutte capacità che oltre a servire per trovare più facilmente lavoro o fare scatti di carriera, sono indispensabili, dunque, per accompagnare il cambiamento nei processi produttivi e aziendali: sempre più spesso in trasformazione. Per stare sempre più a spasso con l’Industria 4.0.

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